Ultima modifica: 13 Novembre 2015
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L’ISTITUTO COMPRENSIVO BONACCORSO DA MONTEMAGNO (QUARRATA) AL PORTAFRANCA (+FOTO)

Due sono state le classi fortunate selezionate dal CAI per l’escursione e il pernottamento al rifugio Portafranca; progetto finanziato dalla Fondazione Banche di Pistoia, Vignole, Montagna pistoiese.

In due momenti diversi (8-9 ottobre 2015; 22-23 ottobre 2015) le classi 2C e 3F (scuola secondaria di primo grado), seguite dai volontari CAI, hanno raggiunto il rifugio.

Il percorso è iniziato al mattino del primo giorno da “Pratorsi”, dopo la visita all’osservatorio astronomico “Pian de Termini” di Gavinana.

Raggiunto il rifugio Portafranca, le classi sono state accolte in maniera festosa, ed hanno potuto così instaurare fin da subito un clima familiare con volontari e docenti. Qui  gli ospiti hanno consumato volentieri, visti “ i morsi della fame”,  il  buonissimo e abbondante pranzo, preparato dalle mani esperte dei volontari CAI.

Nel pomeriggio è seguita una nuova e interessante escursione, alla scoperta delle nostre splendide montagne pistoiesi.

Il fascino dei colori autunnali, l’asprezza maestosa dei rilievi hanno lasciato a bocca aperta i ragazzi, spesso poco abituati al contatto con la natura e con simili paesaggi.

Per una volta hanno abbandonato la tecnologia, simbolo dei nostri tempi, senza alcuno sforzo e si sono lasciati coinvolgere da tutto ciò che li circondava.

Altrettanto significativo è stato il pernottamento al rifugio, che ha reso ancora più intimo e familiare il rapporto con compagni, insegnanti e volontari CAI.

Il secondo giorno è stato dedicato all’escursione più impegnativa: la Croce del Corno alle Scale.

Anche se nessuna delle due classi è riuscita a raggiungere la meta finale, per motivi logistici o climatici, il percorso ha entusiasmato tutti, svelando scenari sempre più suggestivi.

Il “ritorno alla civiltà”, dopo il pranzo al sacco del secondo giorno, è avvenuto lungo il sentiero che ha portato i ragazzi a raggiungere Maresca.

Da lì, il pullman li ha ricondotti, stanchi ma pieni di meraviglia, alle loro case.

A conclusione del progetto le insegnanti Ester Buti, Lisa Bellini, Susanna Donnini, Anna Luisa Gianquitto hanno raccolto le impressioni dei ragazzi.

Tra le più significative…

La gita in montagna è stata un’esperienza fantastica; i rami degli alberi sembravano darci la mano. Volevano regalarci un momento: un momento per stare insieme, natura con ragazzo, ragazzo con ragazzo, un momento per pensare. Ma la cosa più bella dell’escursione sono state le foglie. Sembravano un letto dove sdraiarsi. Leggere volavano nel cielo come farfalle e la luce le trafiggeva dolcemente. Sono state collane, spille sui vestiti, mentre i tronchi degli alberi naufragavano in quel mare autunnale.  (Alice Trovi classe III F)

 

Le mille sfumature di rosso rendevano il panorama ancora più mozzafiato di quanto già non fosse… e poi che dire del giallo? L’erba giallastra lungo i sentieri a strapiombo sulle valli rendeva i monti ancora più allegri e vivi. (Anna Barontini IIC)

 

Brillanti come l’oro

volano le foglie.

Sembrano farfalle improvvisate.

E tra gli alberi spogli dei colli pistoiesi

anche il sole risplende

vivido.

Ragazzi affaticati

camminano in questo splendore

e la natura

colora il loro cuore

di nuovo stupore.

(Noemi Cioni  III F)

 

Mi piaceva il fruscio delle foglie, mi faceva sentire libero, mi faceva sentire me stesso (Mattia Florindo IIC)

 

Per me la sigla CAI ha un nuovo significato:

C  camminata

A  appassionante

I   indimenticabile

(Francesco Venturi III F)

Le foglie sembravano in guerra tra loro, sbattevano le une contro le altre, fortemente. Alcune di loro cadevano, sembrava stessero cercando un’altra vita. Era come se, la loro anima stesse lasciando  le loro membra, danzando fino al terreno duro, per poi addormentarsi.  (Francesca Padurariu IIC)

 

Sulla montagna abbiamo sperimentato la gioia di vivere, la sensazione di sentirci liberi e il sollievo di dimenticare i problemi terreni. Tutto questo perché eravamo più vicini al cielo.(Giada Lanigra III F)

La sera, prima di andare a dormire, la professoressa ci ha chiamati e ci ha detto di andare con lei a vedere il cielo, perché non ne avremo mai rivisti di così belli. E aveva ragione!.. Noi con il pigiama e il nostro piumino, nel buio più totale a meravigliarci di quelle stelle che si erano triplicate. Qui, in basso, da noi non sono così tante. Il cielo al rifugio era più luminoso e incantato. Abbiamo visto anche una stella cadente, che ha aggiunto magia alla nostra notte (Matilde Innocenti IIC)

E’ stata un’esperienza unica. Serviva per staccare un po’ dalla solita routine scolastica; non sapevamo quanto bene facesse stare in mezzo alla natura, purtroppo noi ragazzi non le diamo più il peso e l’importanza che merita.Come esperienza è stata pure molto costruttiva perché mirava a renderci ancora più indipendenti dalla nostre famiglie. Il divertimento poi è stato garantito dalle guide esperte del CAI  che ci hanno accolto  amorevolmente e soddisfatto il nostro palato in modo sopraffino. Consiglio a tutti un’esperienza simile, soprattutto a coloro che sognano l’avventura perché saranno accontentati!   (Eleonora Magi III F)

Ho adorato il panorama di quei monti ricoperti di faggi, con foglie rosse e gialle. Ogni tanto si notavano delle macchie verdi che resistevano in mezzo alla boscaglia: lì l’autunno non era ancora arrivato (Lorenzo Serra IIC)

 

Tronchi sovrapposti, foglie svolazzanti

una coperta rossiccia, giallognola

posata dolcemente sulla nuda terra.

Ciò che vediamo sembra innaturale

magia, mistero?

Tutto si cela sugli alberi, noi ci crediamo.

Agli alberi piace il vento

onnipotenti, forti

lo sfidano.

E resistono

ancora lì, in piedi a toccare il cielo.

Il colore dell’aria ci appanna la mente

ma arrivate alla meta

aspiriamo forte il profumo della natura.

Quali segreti ci nasconde il bosco?

Noi restiamo in attesa,

ascoltiamo i suoi sussurri

estasiate.

(Era Metani, Elena Zingarello III F)

 

Ricordo ancora con meraviglia il rumore del vento, che soffiava sulla mia faccia e faceva volare tutti i miei capelli. Sentivo il suono del mio zaino che sbatteva contro la mia schiena, il rumore degli oggetti al suo interno. Tutto dava un ritmo alla nostra camminata. Siamo stati assorbiti da un cielo immenso e dalle nuvole stesse. Queste, leggere e silenziose, si spostavano così velocemente che mi veniva voglia di farm trascinare via. (Terziani Gaia IIC)

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