Ultima modifica: 1 Ottobre 2020

FAQ COVID

Sulla base delle domande ricevute negli ultimi giorni, abbiamo provveduto a formulare una serie di risposte che vanno ad integrare le indicazioni normative già inviate e pubblicate sul sito web dell’Istituto all’indirizzo  https://www.bonaccorso.edu.it/la-scuola/a-scuola-col-covid/

Le necessarie premesse a tutte le indicazioni normative sono le seguenti:

  1. Chiarezza su come avviene il contagio da COVID poiché da tale conoscenza scaturiscono le norme di prevenzione. Molte delle incomprensioni nascono dalla poca chiarezza sulle modalità di trasmissione del virus COVID-19. Dalle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità si evince che il distanziamento, la mascherina e l’igiene delle mani sono le norme fondamentali in quanto impediscono la trasmissione il cui motore principale è il contatto diretto con persone che hanno contratto l’infezione e hanno già manifestato i sintomi della malattia.
  2. Il principio di corresponsabilità tra scuola e famiglia, al fine di educare ai comportamenti corretti e vigilare affinché tali comportamenti siano mantenuti in ogni momento della giornata. Il principio di autonomia, secondo il quale gli alunni, in ragione della loro età, sono soggetti attivi nella prevenzione e, adeguatamente informati, contribuiscono attivamente al rispetto delle norme.

1) Quali sono le principali azioni di prevenzione COVID da attuare all’interno della scuola?

Secondo le indicazioni fornite dall’Istituto Superiore di Sanità, il virus si trasmette da una persona infetta a un’altra attraverso:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • una contaminazione fecale (raramente).

Pertanto, le principali azioni di prevenzione sono le seguenti:

igiene delle mani (lavarle o igienizzarle sempre dopo aver tossito/starnutito, prima di mangiare, dopo essere andati in bagno, dopo aver toccato materiali, oggetti, strumenti di uso comune);

distanziamento;

uso della mascherina chirurgica;

aerazione dei locali.

2) Si può indossare a scuola la mascherina di stoffa?

No. Soltanto quella chirurgica. In merito alle mascherine, l’ultimo verbale del CTS del 31 agosto 2020 recita quanto segue: “appare raccomandabile, nella contingenza attuale ed alla luce delle evidenze disponibili riportate da ISS e INAIL, l’utilizzo di dispositivi efficaci e standardizzati per lavoratori della scuola e studenti quali le mascherine chirurgiche di adeguato dimensionamento per le diverse età scolastiche messe gratuitamente a disposizione dalla Struttura commissariale”.

Bisogna partire dal dato di fondo che è quello di indossare una mascherina per evitare il rischio di contaminazione con le proprie emissioni di saliva; questo ci fa capire che se un alunno indossa una mascherina con un potere filtrante inferiore espone tutto il gruppo/classe a un rischio maggiore. Per questo motivo, dovendo gestire comunità scolastiche di 200-400 persone, abbiamo applicato un semplice principio di precauzione: poiché non è possibile verificare se eventuali mascherine di stoffa indossate dai ragazzi sono di una tipologia corretta, abbiamo adottato la regola di utilizzare solo quelle chirurgiche; in questo modo, anche a un semplice sguardo siamo in grado di essere sicuri che tutti stanno rispettando il criterio più opportuno di filtraggio.

3) Le mascherine saranno fornite dalla scuola?

Sì. Il Governo ha garantito la disponibilità di 11 milioni di mascherine chirurgiche al giorno per gli istituti scolastici. In questi giorni è stato completato un invio che permetterà di consegnare i primi pacchetti di mascherine (10 ciascuno) a tutti gli alunni. Ci saranno inviate 2 misure diverse, quella normale da adulti per gli alunni da 11 anni in su, quelle più piccole per gli alunni da 6 a 10 anni

4) Perché in certi momenti è necessario indossare la mascherina anche mentre siamo seduti al proprio banco?

Perché nelle aule sono concentrate un alto numero di persone e, pur osservando il distanziamento minimo previsto nelle norme, è opportuno tenere la mascherina correttamente indossata se l’attività in aula prevede un’interazione verbale in cui possono essere coinvolti tutti gli alunni.

Il Verbale del CTS del 31 agosto 2020 specifica quanto segue: “la mascherina può essere rimossa in condizione di staticità (alunni seduti al banco) con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto)”.

Bisogna sempre tenere in equilibrio due principi: fare una rigorosa prevenzione covid e nello stesso tempo garantire periodi di tempo scuola in cui gli alunni possano stare senza mascherina. Pertanto, l’insegnante deve organizzare le attività prevedendo un’alternanza tra momenti con e momenti senza. Se l’insegnante sta facendo una spiegazione, oppure la lettura di un testo (anche alternandosi nella lettura con gli alunni che leggono a turno), oppure ha assegnato un lavoro che gli alunni devono svolgere prevalentemente in silenzio dirà agli alunni che possono togliere la mascherina. Se l’insegnante sta facendo un’attività che prevede l’interazione verbale tra gli alunni (es. fa domande sul testo appena letto e gli alunni possono rispondere liberamente e potrebbero farlo anche tutti insieme e a voce alta – diverso è se le domande sul testo sono rivolte individualmente a specifici alunni; guida una conversazione aperta tra i bambini) si ricorderà di far preventivamente indossare la mascherina. Non è possibile indicare i tempi di questa alternanza con e senza, ma indicativamente mi sento di considerare congruo cercare di avere qualche momento senza mascherina almeno ogni ora. Far togliere la mascherina, sia chiaro, non significa abbassare la guardia sulla prevenzione COVID ma organizzare le attività in maniera da rendere possibili, senza pericoli, periodi senza mascherina.

5) Perché ogni alunno deve avere il proprio banco stabilmente?

Perché in caso di positività al COVID di qualche alunno o insegnante il Servizio Sanitario potrebbe chiedere alla scuola di indicare i “contatti” e diventa allora significativo conoscere nella maniera più precisa possibile le posizioni in aula di ogni alunno.

6) Perché occorre registrare le uscite degli alunni per andare in bagno?

Per lo stesso motivo del punto precedente, può essere importante ricostruire tutti gli spostamenti di un alunno in caso risultasse positivo al COVID.

7) Si può alzarsi e uscire dall’aula durante la ricreazione?

Si consiglia di mangiare stando seduti al proprio banco; una volta finito di mangiare, l’insegnante può permettere di muoversi nell’aula, sostare fuori dall’aula o accompagnare la classe fuori dall’edificio (indossando la mascherina).

8) Chi sono i referenti COVID e quali sono i loro compiti?

In ogni plesso sono stati nominati dei referenti COVID tra il personale della scuola. Li troverete pubblicati sul sito nella sezione “Sicurezza”.

Secondo le indicazioni operative, il responsabile scolastico per COVID-19 deve:

Attività preventiva

  • conoscere le figure professionali del Dipartimento di Prevenzione che, in collegamento funzionale con i medici curanti di bambini e degli studenti (Pediatra di Libera Scelta e Medico di Medicina Generale), supportano la scuola e i medici curanti per le attività del protocollo e che si interfacciano per un contatto diretto anche con il dirigente scolastico e con il medico che ha in carico il paziente;
  • svolgere un ruolo di interfaccia con il Dipartimento di Prevenzione e creare una rete con le altre figure analoghe delle scuole del territorio;
  • comunicare al Dipartimento di Prevenzione se si verifica un numero elevato di assenze improvvise di studenti in una classe o delle assenze registrate tra gli insegnanti;
  • fornire al Dipartimento di Prevenzione eventuali elenchi di operatori scolastici e/o alunni assenti;
  • indicare al Dipartimento di Prevenzione eventuali alunni/operatori scolastici con fragilità per agevolarne la tutela attraverso la sorveglianza attiva da concertarsi tra il Dipartimento medesimo, lo stesso referente scolastico per il COVID-19 e il Pediatra di Libera Scelta (PLS) e i Medici di Medicina Generale (MMG).

Gestione casi COVID-19

  • ricevere dagli operatori scolastici la segnalazione di un caso sintomatico di COVID-19;
  • telefonare immediatamente ai genitori o al tutore legale dello studente nei casi di sospetto COVID-19 interni alla scuola (aumento della temperatura corporea o sintomo compatibile con il virus);
  • acquisire la comunicazione immediata dalle famiglie o dagli operatori scolastici nel caso in cui un alunno o un componente del personale sia stato contatto stretto con un caso confermato di COVID-19;
  • fornire al Dipartimento di prevenzione l’elenco dei compagni di classe nonché degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. Per i casi asintomatici, sono considerate le 48 ore precedenti la raccolta del campione che ha portato alla diagnosi e i 14 giorni successivi alla diagnosi. I contatti stretti individuati dal Dipartimento di Prevenzione con le consuete attività di contact tracing, saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. Il Dipartimento di Prevenzione deciderà la strategia più adatta circa eventuali screening al personale scolastico e agli alunni.

9) Si può utilizzare la lavagna?

Sì. La lavagna di ardesia può essere utilizzata dall’insegnante ed anche dagli alunni applicando il protocollo di prevenzione per cui cimosa e gessi saranno utilizzati a seguito di igienizzazione delle mani oppure ricorrendo a gessi di uso esclusivo di ogni alunno

10) Si può stare senza grembiule nella scuola primaria?

Sì. Il grembiule non ha alcun ruolo nel protocollo di prevenzione COVID per cui sarà utilizzato nella maniera tradizionale, permettendo agli alunni di non indossarlo in caso di temperatura dell’aula troppo elevata.

11) Si può portare lo zaino all’interno dell’aula?

Preferibilmente no. L’organizzazione della didattica sarà tale da diminuire le necessità di materiale didattico da portare da casa a scuola, incentivando in questo modo l’utilizzo di una cartellina di plastica che può essere appesa al banco, oppure di uno zainetto di nylon, o una borsa di stoffa che possono essere ripiegati e riposti sotto il banco. I motivi di questa indicazione non hanno un riferimento diretto con la prevenzione COVID ma rispondono: alla necessità di tenere l’aula più sgombra possibile così da facilitare gli spostamenti che sono complicati dalla nuova disposizione dei banchi; a una scelta di metodologia didattica.

12) Si possono portare bottigliette di acqua da casa?

No. Al fine di ridurre l’utilizzo e il conseguente smaltimento dei rifiuti in plastica l’Istituto ha messo a disposizione di tutti gli studenti una borraccia. Coloro che ne sono sprovvisti in quanto provenienti da scuola di altri comuni, possono farne richiesta agli insegnanti.

Per quanto riguarda la quantità, e quindi la dimensione della borraccia, ogni alunno deve regolarsi in base al proprio abituale fabbisogno. Nella scuola primaria sarà comunque possibile farsi riempire la borraccia da un adulto durante la pausa pranzo.

13) Dopo quanti giorni di assenza per malattia è necessario il certificato medico?

Dopo più di 3 giorni di assenza nella scuola dell’infanzia e dopo più di 5 giorni nella primaria e secondaria.

14) Quali azioni vanno intraprese se un alunno manifesta sintomi compatibili con COVID nella sua abitazione?

L’alunno deve restare a casa. I genitori devono informare il Pediatra di libera scelta o il Medico di medicina generale e devono comunicare l’assenza scolastica per motivi di salute. In caso di sospetto COVID-19, il Pediatra di libera di scelta o il Medico di medicina generale richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di Prevenzione, che provvede all’esecuzione del test diagnostico. Il Dipartimento di Prevenzione si attiva anche per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti.

15) Quali azioni vanno intraprese se un alunno a scuola manifesta sintomi riferibili a COVID?

Le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”  prevedono, nel caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo compatibile con COVID-19 in ambito scolastico, le seguenti misure: informare subito il referente scolastico per Covid-19; avvisare subito i genitori dell’alunno; ospitare l’alunno in un’area apposita, in compagnia di un adulto che indossi una mascherina idonea (chirurgica o FFP2); far indossare una mascherina chirurgica all’alunno se ha un’età superiore ai sei anni e se la tollera. Il personale scolastico potrà procedere all’eventuale rilevazione della temperatura corporea mediante l’uso di termometri che non prevedono il contatto.

16) Cosa si deve fare una volta riportato l’alunno/a a casa?

La scuola dovrà pulire e disinfettare le superfici della stanza o area di isolamento dopo che l’alunno sintomatico è tornato a casa.

Una volta riportato il figlio/a a casa i genitori devono contattare il Pediatra di libera scelta (PLS) o il Medico di medicina generale (MMG), che dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario contattare il Dipartimento di prevenzione (DdP) per l’esecuzione del tampone.

17) Cosa è il PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ?

Il Patto educativo di corresponsabilità è il documento che enuclea i principi e i comportamenti che scuola, famiglia e alunni condividono e si impegnano a rispettare.

È, in sintesi, un impegno formale e sostanziale tra genitori, studenti e scuola con la finalità di rendere esplicite e condivise, per l’intero percorso di istruzione, aspettative e visione d’insieme del percorso formativo degli studenti. Coinvolgendo tutte le componenti, tale documento si presenta dunque come strumento base dell’interazione scuola-famiglia. Per affrontare il rientro a scuola il PATTO è stato integrato dagli impegni di scuola e famiglia ad attuare le norme, le prescrizioni e le raccomandazioni di prevenzione COVID. Tutte le famiglie sono tenute a prenderne visione e a dichiarare l’impegno ad assolvere quanto in esso contenuto.

18) L’alunno può portare a scuola salviette igienizzanti?

Sì. A scuola sono presenti tutti i dispositivi di prevenzione necessari (sapone, gel e spray igienizzanti, mascherine, asciugamani di carta) ma ogni alunno, se vuole, può avere nella sua dotazione personale quanto ritiene utile per l’igiene come ad esempio le salviettine o i gel/liquidi igienizzanti. Si invita comunque, al fine di ridurre i rifiuti, ad un uso consapevole.

19) Come si utilizza la mascherina? Dove si getta dopo l’uso?

La mascherina deve essere indossata correttamente, coprendo la bocca e il naso. Per toglierla e indossarla si devono toccare soltanto gli elastici. Occorre provvedere alla sua sostituzione tutti i giorni e ogni volta che appare usurata o umida. Se occorre gettare la mascherina a scuola si deve utilizzare l’apposita pattumiera con coperchio a pedale presente in tutte le aule.

20) Dove si getta la carta utilizzata per asciugarsi le mani?

Negli appositi bidoni presenti nella zona riservata ai servizi igienici.

21) Dove si gettano i fazzoletti di carta?

I fazzoletti di carta dopo l’uso devono essere immediatamente depositati nell’apposita pattumiera con coperchio a pedale presente in tutte le aule.

22) Quando è necessario igienizzarsi le mani?

Dopo l’uso del fazzoletto, dopo essere stati in bagno, prima di mangiare. E’ inoltre opportuno igienizzarsi le mani successivamente all’utilizzo di strumenti comuni o contatto con superfici comuni.

23) Qual è la procedura per lavarsi le mani e per igienizzarle?

Le procedure per lavarsi le mani e igienizzarle tramite il gel sono illustrate con appositi cartelli opportunamente disposti.

24) Quali comportamenti devono essere evitati?

Devono essere evitati i comportamenti che costituiscono un contatto diretto mediante il quale può avvenire la trasmissione del virus, quali abbracci, strette di mano, parlare con un compagno senza indossare la mascherina, passaggio di oggetti.

25) L’insegnante può portare a casa i materiali scolastici degli alunni?

Sì, l’insegnante può portare a casa i materiali scolastici degli alunni. In tal caso adotterà le procedure preventive per ridurre i rischi, costituite da igienizzazione delle mani ed eventuale quarantena dei materiali per 48 ore.

26) I genitori possono entrare nella scuola?

Solo in casi di assoluta necessità. Ad esempio, non è permesso entrare per portare ai figli materiali scolastici dimenticati. Per quanto riguarda i colloqui con gli insegnanti, questi devono essere preventivamente concordati.

27) Per gli alunni della scuola primaria, i genitori possono chiedere l’uscita autonoma da scuola?

Sì. La normativa permette alle famiglie di chiedere l’uscita autonoma anche per alunni che frequentano la scuola primaria. Naturalmente tale richiesta deve tener conto del grado di autonomia e maturità dell’alunno e di collegamenti brevi e sicuri tra scuola e casa.

28) È possibile chiedere permessi di entrata anticipata e di uscita posticipata?

Sì. In base a necessità precisamente documentate è possibile chiedere permessi di entrata anticipata o uscita posticipata all’interno della fascia oraria prevista per l’ingresso e per l’uscita degli alunni.

29) Le regole di prevenzione devono essere osservate anche fuori dalla scuola?

Assolutamente sì. E’ inutile essere rigorosi in ambiente scolastico se le medesime regole non vengono osservate anche fuori; a tal fine si richiama il principio di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia che costituisce il maggior fattore di prevenzione.

30) Le regole di prevenzione COVID impediscono alla scuola di funzionare regolarmente e limitano gli apprendimenti degli alunni?

Assolutamente no. Le regole di prevenzione correttamente attuate – dentro e fuori le scuole – permettono di tenere aperte le scuole e di svolgere un’attività didattica assolutamente normale. I cambiamenti introdotti in alcuni comportamenti costringono a rivedere alcuni aspetti delle progettazioni delle varie discipline ma ciò non comporta riduzioni negli apprendimenti. La scuola è costantemente in revisione per migliorare le proprie metodologie, le strategie e gli ambienti di apprendimento; ogni istanza di modifica che viene dall’esterno diventa occasione per ripensare l’attività didattica e migliorarla.

Davanti al rischio di quarantena di una o più classi o di nuova chiusura della scuola si richiamano tutti all’osservanza scrupolosa delle regole fondamentali di prevenzione:

  • In presenza di sintomi riferibili a COVID non venire a scuola e contattare il medico
  • Non venire a scuola se abbiamo avuto contatti con persone risultate positive oppure provenienti da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS
  • Indossare correttamente la mascherina chirurgica
  • Osservare la distanza interpersonale di almeno 1 metro
  • Igienizzare adeguatamente le mani
  • Non affollare le aule oltre il massimo consentito e ventilarle frequentemente

31. Le entrate e le uscite scaglionate riducono il tempo dedicato alla didattica?

Sì. La gestione degli scaglionamenti, ai sensi delle norme di prevenzione COVID, prevede l’articolazione in gruppi di classi che entrano e escono a distanza di 10 minuti. Poiché l’orario dei docenti deve comunque coprire l’intera fascia oraria (8-13 e 8-16 nella primaria, 7:50-12:50 nella secondaria) si viene a creare una fase iniziale e una finale in cui l’orario di servizio dei docenti non coincide con l’orario di entrata e di uscita delle classi. In tali porzioni di tempo gli alunni potranno essere coinvolti in tutte quelle attività educative possibili quando la classe non è al completo.

32. Durante la lezione in classe le finestre devono essere tenute aperte?

No. Ma deve essere assicurata una periodica ventilazione naturale dell’aula, in quanto tale comportamento rientra tra quelli ritenuti essenziali per la prevenzione da contagio COVID. La ventilazione deve avvenire almeno ogni ora e per almeno 5 minuti.

33. Cosa succede se mancano insegnanti durante l’anno?

In caso di mancanza di insegnanti per malattia, l’Istituto procede come sempre alla sostituzione con un docente disponibile e alla nomina, quanto prima, di un supplente. Nel caso in cui non ci siano disponibilità, non potendo ricorrere alla suddivisione degli alunni in classi diverse in attesa della nomina di un supplente, i genitori saranno chiamati per riprendere i figli nell’orario in cui la classe rimane scoperta.

 

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